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	<title>La Nipote del Marinaio</title>
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	<description>come ancora sto sempre in mare ma non imparo mai a nuotare</description>
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		<title>La Nipote del Marinaio</title>
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		<title>A mia madre, chiunque lei sia</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 11:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanipotedelmarinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivo di rado]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo raccontati le nostre vite davanti a una birra, una sera di primavera del 2006. Lei aveva messo troppo rossetto, quasi a disegnarsi un sorriso. Per questo da allora la chiamavo il mio piccolo clown, perchè anche in piena estate aveva sempre il naso freddo e rosso come quelli che i pagliacci mettono su per [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=95&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci siamo raccontati le nostre vite davanti a una birra, una sera di primavera del 2006. Lei aveva messo troppo rossetto, quasi a disegnarsi un sorriso. Per questo da allora la chiamavo il mio piccolo clown, perchè anche in piena estate aveva sempre il naso freddo e rosso come quelli che i pagliacci mettono su per essere buffi. Mi raccolse come un fiore dalla strada, riconobbe il mio odore, mi scelse. Non mi lasciò appassire in un vaso, mi ripiantò nel suo giardino dove conobbi una seconda vita. Prima di allora avevo vissuto da adulto senza essere stato mai un bambino, lei mi aveva insegnato a tornare indietro, a giocare, a cadere. Imparai a scrivere lettere, a suonare il pianoforte, ad abbracciare gli alberi. Imparai ad aspettare. I suoi erano occhi che facevano rumore, avevano un candore triste, che avvolgeva come lana, ma senza pungere. Sono stato suo perchè mi ha lasciato essere mio.</p>
<br />Filed under: <a href='http://lanipotedelmarinaio.wordpress.com/category/scrivo-di-rado/'>Scrivo di rado</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/95/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=95&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>A saperlo sarei nata puntuale</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 18:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanipotedelmarinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sogni in affitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono una che dà consigli, anzi a dirla tutta mi provocano l&#8217;orticaria, ma se proprio vuoi saperlo se fossi in te io mi vestirei di rosso, con uno di quegli abiti scivolati che rispolverano i &#8217;50, scollati appena sulle spalle e annodati in vita con un nastro alto, ampi di gonna fino a sfiorare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=89&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono una che dà consigli, anzi a dirla tutta mi provocano l&#8217;orticaria, ma se proprio vuoi saperlo se fossi in te io mi vestirei di rosso, con uno di quegli abiti scivolati che rispolverano i &#8217;50, scollati appena sulle spalle e annodati in vita con un nastro alto, ampi di gonna fino a sfiorare il ginocchio. Proverei a stare dritta sui miei tacchi a spillo e a non impasticciarmi i guanti di pelle col rimmel nel caso in cui il venticello primaverile del Lungotevere e la sua bella bocca che mi chiede <em>dov&#8217;è che ci siamo già visti </em>mi facessero venir su i lucciconi. Avrei un bel neo scuro disegnato sotto lo zigomo sinistro, e tanti bei riccioli color castagna in cui intrecciare le dita smaltate di fresco mentre, seduti al bar, davanti a un bicchiere di vino, gli direi trascinando la voce che <em>sono libera domani sera</em>. Avrei di che sospirare mentre, riaccompagnandomi a casa, nella sua ﻿﻿﻿﻿﻿Plymouth cabriolet d&#8217;epoca lui facesse partire un pezzo di Charlie Rich. Mi stringerei nella mia pelliccia di volpe inspirando il suo fumo e il suo profumo, muovendo la testa lentamente a tempo di musica e lasciandomi accarezzare la nuca dal sole tenue del tramonto. Oh, se solo fossi in te. Ma sono solo in me, capitata senza un soldo e con 60 anni di ritardo, e come animale domestico invece di un uomo mi sono scelta un cane.</p>
<br />Filed under: <a href='http://lanipotedelmarinaio.wordpress.com/category/sogni-in-affitto/'>Sogni in affitto</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/89/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=89&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Crisalide</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 19:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanipotedelmarinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivo di rado]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono un bambino con gli occhiali. Il resto mi sembra trascurabile. Guardo le gambe di Margherita, seduta al secondo banco a destra della prima fila, soltanto quando fissare il vuoto comincia ad innervosirmi e gli amici con cui di solito chiacchiero sono intenti a copiare le divisioni a tre cifre alla lavagna oppure ho finito le cartucce [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=81&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un bambino con gli occhiali. Il resto mi sembra trascurabile. Guardo le gambe di Margherita, seduta al secondo banco a destra della prima fila, soltanto quando fissare il vuoto comincia ad innervosirmi e gli amici con cui di solito chiacchiero sono intenti a copiare le divisioni a tre cifre alla lavagna oppure ho finito le cartucce della mia cerbottana. Quando lei indossa i pantaloni trovo altri <em>ameni </em>passatempi come rubare la merendina a Mario il secchione, gettare palline di carta nei boccoli della nipote della maestra, e pensare a tutti i sinonimi della parola ﻿<em>ameni </em> ripetendoli nella mente in ordine alfabetico. Io ho gli occhiali e so fare a mente tutte le moltiplicazioni, ma non sono mica come Mario, io ho baciato ben tre volte sulla bocca la mia compagna di banco alla festa in maschera, quando lei era vestita da Minnie e aveva il rossetto rosso e le scarpine che facevano rumore a ogni passo. Tutti i miei amici mi rispettano perchè li lascio copiare durante il compito in classe di analisi grammaticale e perchè sono l&#8217;unico a sapere cos&#8217;è un logaritmo. Eppure ci sono dei momenti in cui mi sento solo, anche se la mamma viene in camera ad abbracciarmi con la scusa di rimboccarmi le coperte e papà mi prende sulle spalle facendo il verso del cavallo. Se un giorno avrò un fratellino gli insegnerò ad essere stupido, così magari lui, per sdebitarsi, un giorno mi insegnerà a volare.</p>
<br />Filed under: <a href='http://lanipotedelmarinaio.wordpress.com/category/scrivo-di-rado/'>Scrivo di rado</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/81/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=81&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>quando la malattia coincide con la cura</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 16:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanipotedelmarinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciò che gli occhi non vedono]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno ritroverai i suoi occhi scuri in quelli di un bambino che ti chiede l&#8217;elemosina ai semafori, e magari allora sarai già distratto dalla vita che intanto è ricominciata, tuo malgrado, e come un fiume in piena ti ha rimesso in piedi, armato di scudo  stavolta, in questa bizzarra lotta di sopravvivenza. Quel bambino, stringendo euforico  nel palmo le tue tre monete dorate, ti sarà già alle spalle quando di colpo il semaforo scatterà sul verde, e tu, scostando  lentamente il piede dalla frizione, nel suo sguardo avrai riconosciuto quello, dolce, di tuo padre. Orfano non sei di lui, che ogni giorno, guardando la tua immagine allo specchio, rivedrai nel tuo stesso viso invecchiato troppo in fretta, indurito nei tratti dallo strappo improvviso, dall&#8217;assenza non annunciata giunta di notte, a tradimento, lontana chilometri, irreversibile,  spietata. Orfano sei solo di un addio, perduto per la colpa di essere arrivato troppo tardi, e dei suoi abbracci schivati per imbarazzo ma ricevuti con silenziosa gratitudine.</p>
<br />Filed under: <a href='http://lanipotedelmarinaio.wordpress.com/category/cio-che-gli-occhi-non-vedono/'>Ciò che gli occhi non vedono</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/83/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=83&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>esercizi di eleganza</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 09:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanipotedelmarinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivo di rado]]></category>

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		<description><![CDATA[Avrei lasciato passare il treno delle 16,43, poi quello  delle 17,50. E quello delle 18,28 ancora. Tutti troppo pieni, ma poco male. Avrei avuto valanghe di gente da osservare mentre calava la sera sulla stazione, valanghe di vite interessanti o noiose da immaginarmi mentre il buio mi avrebbe fatto da ombra, e avrei finito per diventare anch&#8217;io solo uno dei tanti pendolari col [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=73&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrei lasciato passare il treno delle 16,43, poi quello  delle 17,50. E quello delle 18,28 ancora. Tutti troppo pieni, ma poco male. Avrei avuto valanghe di gente da osservare mentre calava la sera sulla stazione, valanghe di vite interessanti o noiose da immaginarmi mentre il buio mi avrebbe fatto da ombra, e avrei finito per diventare anch&#8217;io solo uno dei tanti pendolari col naso per aria in attesa di scoprire il binario dell&#8217;ultimo treno per un posto definibile casa. Tutti, scorgendomi o meno, badando a me o ignorandomi, mi avrebbero confuso per una persona qualunque, un passeggero stanco e distratto in ritorno da una faticosa trasferta di lavoro, nella migliore delle ipotesi per un tizio scortese o vagamente misantropo, nella peggiore per un potenziale  maniaco sul punto di mostrarsi improvvisamente nudo sotto l&#8217;impermeabile scuro. Avrebbero cambiato strada incrociandomi, stretto più forte a sè i loro bambini, scelto il vagone più lontano dal mio per timore di contrarre chissà quale rara malattia mortale a trasmissione aerea . E invece. Sono rimasto lì fino all&#8217;alba, con in mano il mio mazzo di rose rosse ormai rinsecchite. Quella notte avevo perso in un colpo solo e con crescente disinvoltura una mezza dozzina di treni, una donna, un migliore amico e una ragione per regalare fiori.</p>
<br />Filed under: <a href='http://lanipotedelmarinaio.wordpress.com/category/scrivo-di-rado/'>Scrivo di rado</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/73/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=73&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>storia, pulp, di un addio</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 18:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanipotedelmarinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciò che gli occhi non vedono]]></category>

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		<description><![CDATA[Se tutto va secondo i piani, domani il corpo di quell&#8217;uomo sarà trovato senza vita nel suo appartamento. Sono settimane, mesi, una vita intera che pianifico il delitto nei minimi dettagli. Sarò io l&#8217;ultimo a vederlo vivere ed io il primo a vederlo morire, ma la polizia non riuscirà mai a sbattere in galera il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=67&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se tutto va secondo i piani, domani il corpo di quell&#8217;uomo sarà trovato senza vita nel suo appartamento. Sono settimane, mesi, una vita intera che pianifico il delitto nei minimi dettagli. Sarò io l&#8217;ultimo a vederlo vivere ed io il primo a vederlo morire, ma la polizia non riuscirà mai a sbattere in galera il suo assassino, perchè dopo di allora sparirò nel nulla da cui sono apparso. ﻿﻿﻿Se tutto va secondo i piani, domani il corpo di quell&#8217;uomo sarà trovato senza vita nel suo appartamento. Nessuno ne sentirà la mancanza, non ha un lavoro, non ha una famiglia, non ha uno straccio di donna che lo ami davvero, non ha nemmeno un amico. La polizia non riuscirà mai a sbattere in galera il suo assassino, perchè lui ha solo un nemico, me, e stanotte quando andrò a trovarlo non lascerò in giro impronte, avrò un bel vestito, sarò rasato di fresco e gli offrirò da bere. Se tutto va secondo i piani, domani il corpo di quell&#8217;uomo sarà trovato senza vita nel suo appartamento. Sarò da lui intorno alle tre, aspetterò che fuori sia buio, reciterò le mie preghiere. Sono settimane, mesi, una vita intera che pianifico il delitto nei minimi dettagli. Non posso sbagliare. Scivolerò via dal letto in silenzio, dirò addio alla mia compagna con un bacio sulla fronte e un biglietto, luciderò con cura e caricherò la mia calibro nove. La polizia non riuscirà mai a sbattere in galera il suo assassino, perchè la mia vittima mi conosce bene, mi aprirà senza esitare nonostante l&#8217;ora tarda, ci siederemo insieme a fumare la sua ultima sigaretta guardando il mare e aspettando l&#8217;alba insonni. Se tutto va secondo i piani, domani il corpo di quell&#8217;uomo sarà trovato senza vita nel suo appartamento. So che mi chiederà se fa male, ed io che non so sceglierò di mentire, gli racconterò di mio figlio che nascerà tra qualche mese e avrà il suo nome, e lo guarderò negli occhi quando premerò il grilletto contro la sua tempia così, anche se farà male, non durerà che un attimo. Tutto è andato secondo i piani. Stamane il corpo di quell&#8217;uomo è stato trovato senza vita nel suo appartamento, steso sul pavimento accanto ad uno specchio. La polizia non è riuscita a sbattere in galera il suo assassino, forse perchè era troppo tardi, forse perchè quell&#8217;uomo e il suo assassino erano la stessa maledetta persona.</p>
<br />Filed under: <a href='http://lanipotedelmarinaio.wordpress.com/category/cio-che-gli-occhi-non-vedono/'>Ciò che gli occhi non vedono</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/67/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=67&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Clan-destini</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 10:26:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanipotedelmarinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciò che gli occhi non vedono]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando sei tornato era poco più dell&#8217;alba. Ero a letto, sveglia, a fissare l&#8217;orologio e mentre fuori dalle finestre schiariva pregavo confusamente un qualche dio di farti rincasare sano e salvo. Ho ripreso a respirare regolarmente quando hai girato piano la chiave nella serratura per non fare troppo baccano, e sei entrato in casa scalzo pur di non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=60&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando sei tornato era poco più dell&#8217;alba. Ero a letto, sveglia, a fissare l&#8217;orologio e mentre fuori dalle finestre schiariva pregavo confusamente un qualche dio di farti rincasare sano e salvo. Ho ripreso a respirare regolarmente quando hai girato piano la chiave nella serratura per non fare troppo baccano, e sei entrato in casa scalzo pur di non svegliarmi. Ti piace pensare che in tua assenza io riesca a dormire anche se sai bene che non è così. E a me piace fartelo pensare, perchè appena ti sei avvicinato al letto ho chiuso in fretta gli occhi e ho finto di respirare profondo. In silenzio, con le palpebre appesantite, hai preparato il caffè. Io ripetevo a memoria i tuoi gesti inseguendo i rumori provenienti dalla cucina. Quando sei venuto a portarmi la colazione mi hai sfiorato la fronte con le dita fredde. Io ti ho fatto spazio nel caldo delle coperte e guardandoci senza parlare ci siamo ricordati il motivo per cui siamo ancora insieme, resistendo un altro giorno e poi domani chissà. E&#8217; stata una dura notte di lavoro, e quando ti sei steso ti sono bastati trenta secondi. Ti sono rimasta vicina tremando, le gambe attorcigliate al cotone ghiacciato dei tuoi jeans, le labbra sui capelli spettinati a ripetere buonanotte mentre fuori intanto il sole, e un mondo che si preparava a una nuova mattina, non sapevano nulla di noi. Ho tentano invano di addormentarmi accanto a te, per far passare più in fretta ciò che per te sarebbe stato un residuo stropicciato di una notte di meritato riposo e per me un&#8217; innaturale alba lunga ore di impaziente attesa. La vita ci ha strappato il sonno, e il sogno, derubandoci del posto in cui gli innamorati nascondono i loro segreti e del tempo in cui la mattina dopo, svegliandosi uniti, se li raccontano con un bacio di buongiorno. Per noi non è mai un buongiorno perchè non è un giorno, i nostri orologi corrono in tempi diversi e noi non riusciamo ad incontrarci nemmeno per provare a sincronizzarli. Quando suona la mia sveglia sono già stanca ma devo essere subito pronta per uscire, in fondo devo solo aspettare otto ore per rivederti intero, e in quelle otto ore lavorare duramente così da non pensare troppo a quanto mi manchi, a quanto mi manca una vita normale, a quanto mi manca quel che ci resta della felicità da quella sottratta per un comune sacrificio di cui a stento afferro lo scopo.</p>
<br />Filed under: <a href='http://lanipotedelmarinaio.wordpress.com/category/cio-che-gli-occhi-non-vedono/'>Ciò che gli occhi non vedono</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/60/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=60&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il problema di noi umani è che non ci hanno scritto la scadenza</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Oct 2010 11:41:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanipotedelmarinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sogni in affitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Un professore non è altro che la versione sentimentale di un disoccupato. In paese me ne avevano affibbiato l&#8217;etichetta, infilandomi sulla fiducia nell&#8217;affollata categoria, fin da quando col mio storico amico di liceo avevamo coraggiosamente scelto di studiare lettere all&#8217;università. E in effetti, col tempo mi ero reso conto che la saggezza popolare non è una leggenda [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=55&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un professore non è altro che la versione sentimentale di un disoccupato. In paese me ne avevano affibbiato l&#8217;etichetta, infilandomi sulla fiducia nell&#8217;affollata categoria, fin da quando col mio storico amico di liceo avevamo coraggiosamente scelto di studiare lettere all&#8217;università. E in effetti, col tempo mi ero reso conto che la saggezza popolare non è una leggenda e che, pur essendo una lingua, con l&#8217;italiano non si mangia. Luca fu di poco più fortunato, suo padre aveva una piccola casa editrice e dopo la laurea gli fu facile trovare subito un rispettabile lavoro da odiare. Io invece mi ero laureato un paio di anni fuori corso, mio padre era un modesto muratore con tre figli a carico che non poteva permettersi di pagarmi i corsi, quindi contemporaneamente mi era toccato lavorare durante i finesettimana come commesso in un negozio di fumetti e il pomeriggio facendo ripetizioni di latino e greco agli sfigati di un liceo classico. A 25 anni ero nel pieno del calvario dei concorsi, avevo fatto la valigia ed ero partito per Milano dove per pagare l&#8217;affitto mi arrangiavo con qualche sporadica supplenza e di sera servivo ai tavoli in un locale della movida milanese. Fu proprio in quel locale che conobbi la mia ragazza di allora. Si chiamava Marzia, studiava per diventare attrice di teatro, ed era troppo bionda e troppo ricca per me. Ovviamente me ne innamorai come un adolescente, le scrivevo lunghe lettere che lei decise di conservare anche quando, sette mesi dopo, mi lasciò per trasferirsi a Parigi dove era riuscita a farsi scritturare per un ruolo da protagonista in una famosa commedia. Da quel giorno sono trascorsi velocemente un paio di decenni in cui mi è capitato di tornarmene al mio paesino del sud, di sposare la mia fidanzatina delle medie ritrovata per caso in una di quelle tristissime feste di ex studenti nostalgici e di lavoricchiare come scrittore per la casa editrice del padre di Luca, che gli aveva lasciato in eredità dopo la sua morte. Io continuo a sentirmi un professore che ama insegnare ma non imparare dalla vita. Ho superato di molto i quaranta ma il mio sogno è ancora quello di ottenere una cattedra, insegnare ai giovani la passione per la letteratura e un giorno rincontrare Marzia da spettatore, sul palcoscenico di un grosso teatro a recitare le mie poesie davanti a un pubblico rapito.</p>
<br />Filed under: <a href='http://lanipotedelmarinaio.wordpress.com/category/sogni-in-affitto/'>Sogni in affitto</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/55/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=55&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Un secchiello per travasare il mare</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 10:30:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanipotedelmarinaio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scrivo di rado]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ultima volta che ho ammazzato l’ho fatto con le parole. Ho lasciato le armi un paio di anni fa, quando il mio migliore amico mi è morto tra le braccia. Ciò che ho visto e che ho commesso è una ferita che mi porterò addosso fin dentro la tomba, e di certo anche lì continuerà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=51&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’ultima volta che ho ammazzato l’ho fatto con le parole. Ho lasciato le armi un paio di anni fa, quando il mio migliore amico mi è morto tra le braccia. Ciò che ho visto e che ho commesso è una ferita che mi porterò addosso fin dentro la tomba, e di certo anche lì continuerà a bruciare. Da quel giorno più di tre quarti di me se ne sono andati via con lui, non so più cosa vuol dire dormire la notte o avere vent’anni. Sono rimasto solo ma la verità mi insegue, affiora nei miei incubi e nel mio bicchiere, e con l’alcol mando giù insieme al ghiaccio schegge affilate di sensi di colpa. Ma nemmeno bere serve più, ammesso che mi sia mai servito a qualcosa, ammesso che mi abbia mai aiutato a farmi fuori una volta per tutte. Il fatto è che non sono più capace di impugnare una pistola, nemmeno contro me stesso. Il coraggio che non ho si prende gioco di me, quasi si diverte a ricordarmi quanto poco mi è rimasto di un uomo. E, nonostante non riesca a morire, quanto poco mi è rimasto di vita. Da un anno sono sposato con una donna che non amo e che non merito, più giovane di me non solo fuori ma soprattutto dentro. La sua immaturità l’ha convinta a vedere qualcosa di buono in me, e da quel qualcosa farsi mettere incinta. Mio figlio oggi ha quattro mesi, e il nome di quel mio migliore amico ammazzato al posto mio. Gli ho regalato i miei occhi chiari e se gli andrà bene circa settant’anni di vita di merda in un mondo di merda. Tre giorni fa l’ho abbandonato, lasciando casa e moglie, senza ombra di rimorsi, senza nemmeno una ragione, se non quella di fuggire il più lontano possibile dalle responsabilità. In questo modo gli ho regalato anche la sua prima verità, una ragione per avercela per sempre con suo padre, tanto prima o poi se ne se sarebbe trovata una qualunque anche da solo. Neanche quella volta mia moglie ha detto una parola, come tutte le altre volte in cui l’ho tradita o mi è venuta a raccattare di notte per strada dopo l’ennesima sbronza. Non è che sia colpa sua in fondo, l’amore l’ha presa come una brutta malattia. Dopo quel pomeriggio di settembre lei mi ha cercato altre tre o quattro volte, provandole tutte pur di riuscire anche solo a parlarmi. Invano. Lentamente sono passati altri cinque anni. Oggi di anni ne compio trentaquattro, ma i miei occhi spenti ne dimostrano almeno dieci di più. Festeggio il compleanno coi miei vecchi cari compagni di sbronza e tresette, alla topaia qui all’angolo. Il barista per l’occasione ci ha offerto un giro di whisky e si è unito alla bisca rimettendocene altri quattro. Io brindo alla sua salute e all’anima del mio fratello soldato freddato al cuore con tre colpi di arma da fuoco, che di anni ne avrà ventidue in eterno. Alle 11 di sera siamo già ubriachi fradici e tra risate e bestemmie ci scappa qualche triste riflessione su quella gran puttana che è la vita. Quando rincaso è già l’alba, ho la gola in fiamme e senza accorgermene penso a mio figlio. Mi metto a letto che sono uno straccio, ma non riesco a chiudere occhio. Ho voglia di vederlo, di sapere che fa, di sentire sua madre. Decido di chiamarla al telefono, lei mi risponde al terzo squillo nonostante sia poco più dell’alba. Non è sorpresa, né incazzata, mi chiede persino come sto, come se fosse passato un giorno e non cinque lunghissimi anni, come se dall’altra parte del filo ci fossero il marito e il padre migliori del mondo. Rispondo a monosillabi, la sua inaspettata gentilezza mi trafigge come un coltello. Mi propone di parlare col bambino, io sento un tonfo in fondo allo stomaco. Il mio silenzio dura più di un minuto, in cui desidero con tutto me stesso di sentirla singhiozzare per far leva sulle sue debolezze. Farfuglio qualcosa di incomprensibile tipo “mi dispiace”, e mia moglie è l’unica donna della terra che ci crede. Prima di salutarla le chiedo un ultimo favore, quello di lasciarmi vedere mio figlio almeno una volta, voglio parlargli sì ma guardandolo negli occhi. Ne ho abbastanza di fare il vigliacco, mio figlio merita di sentirsi dire la verità, che è solo colpa mia se non gli ho fatto da padre proprio quando ne aveva più bisogno. Lui finalmente merita di sentirsi dire che non ho alcuna intenzione di rimediare. L’incontro è fissato per la sera dopo, a cena. A poche ore dall’appuntamento, anche se sono molto tentato, decido di non bere nemmeno un goccio. Mi faccio prestare la macchina dal barista. Prima di bussare tiro un sospiro. Ad aprirmi la porta è un ragazzetto sui sei anni, non troppo alto, con la vocetta stridula di un cartone animato e un sorriso di gengive. Mia moglie si affaccia dalla cucina, anche lei mi saluta con un sorriso che avevo dimenticato. Mi tolgo quella stupida cravatta da pagliaccio, vado in cucina e mi siedo sul divano di fronte alla tv. Mi sembra di non essere mai andato via da lì, e più spaventosa di questa sensazione c’è solo quella di non riuscire a percepire quella donna e quel bambino come due perfetti estranei. Sento mia moglie cantare mentre versa il vino nei bicchieri, mio figlio giocare tranquillo senza fare nessuna domanda su di me, e abbasso la guardia. Spengo la tv e mi godo quei rumori di vita, quella sconosciuta atmosfera serena di festa. Trascorro il resto della serata con mio figlio, gli chiedo della scuola, chiacchieriamo fitto dei suoi desideri e delle sue curiosità. Scoprire cosa vuol dire avere un padre lo sfianca, cade addormentato appena un’ora dopo. Io lo prendo in braccio, lo sistemo a letto. Quando rientro in salotto trovo mia moglie seduta sul divano a fumare. Dividiamo la sigaretta accompagnandola con caffè amaro. Lei a un tratto mi dice che è felice, davvero tanto felice che sono tornato a fare da padre a nostro figlio. Io non la contraddico. Mi parla del suo lavoro che va a gonfie vele, della sua intenzione di comprare una casa più grande, e di iscrivere il bambino in una scuola migliore. Io stento a starle dietro, infila troppo velocemente una frase dietro l’altra, come se tutto quel discorso fosse soltanto una premessa a un altro discorso, più importante, più difficile. Non mi sbaglio. A un certo punto si alza in piedi, si versa qualcosa di forte, smette di guardarmi in faccia. Mi chiede il divorzio, supplicandomi di capirla, ma io non ci capisco niente. Pochi mesi dopo quella serata, la mia ex moglie si sposa in seconde nozze con il suo capo, il primario dell’ospedale in cui lavora come medico. E’ bellissima, bellissima e incinta. Sa solo lei di essere molto malata e soprattutto ancora innamorata di me, che invece non l’ho mai amata. Sara nasce una sessantina di giorni dopo, una splendida bambina, un parto complicato che le costa la vita, a causa della grave malattia di cui soffriva già da diversi anni e che lei teneva nascosta a tutti. Prima di morire ha voluto lasciare un padre e una sorellina a nostro figlio. Solo adesso sono in grado di capire, troppo tardi. Ma forse sono ancora in tempo per buttarmi la guerra alle spalle e donare quello che resta della mia vita nel tentativo di pareggiare i conti con tutta la vita che ferocemente ho rubato.</p>
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		<title>A lezioni di vita da un autodidatta</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 08:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lanipotedelmarinaio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Notte scura, folle, maledetta. La città sembra riverniciata di fresco, e sul mare tira un afoso vento di eternità. Nel mio letto c&#8217;è un corpo sfumato che si muove adagio confondendosi nella penombra, lontano anni luce. Sul comodino il calice vuoto con cui abbiamo brindato all’amore anche se non esiste, sui suoi bordi le impronte del rossetto con cui cinque ore fa è riuscita a rimorchiarmi. Quando non dormo mi capita spesso di pensare alla morte, ma soltanto adesso mi rendo conto di essere decisamente più vicino ai trenta che ai venti. La terra vista coi miei occhi è soltanto una grossa palla che gira su se stessa, mossa da strane leggi, minacciata da guerre assurde e popolata da egoisti esseri viventi che spendono tutto il loro tempo tentando di starci su dritti aggrappandosi l’uno all’altro. Dal mio misero punto di vista, la vita non vale nulla, se non questo ridicolo squallido gioco di equilibrio. Afferro il calice e mi verso le ultime due dita di champagne. Vorrei svegliarla ma faccio di tutto per resistere alla tentazione. Non ho voglia né forza per parlare, ne ho abbastanza di fingere. Il mio sguardo stanco ripercorre la sua figura vulnerabile, non è che un numero, un qualsiasi numero 43, e come tale domani l&#8217; avrò già cancellato. Si rigira nel sonno, poi finalmente apre gli occhi e mi rivolge uno sguardo spento. &#8211; Mi ami? – Piuttosto che mentire scelgo di tacere. Sei una persona qualunque, forse anche meno interessante della media, specie se appena sveglia e con le guance strisciate dal cuscino. Anneghi le frustrazioni nel cibo e hai un debole per le scarpe di vernice. Piagnucoli davanti ai film in bianco e nero e di notte la temperatura dei tuoi piedi cala sotto lo zero. No, proprio no, non ti amo. E tirando le somme, credo proprio che me ne andrò. Mi alzo, mi rivesto, metto su un disco pescato a caso dalla sua disordinata collezione. Cerco la cucina, mi preparo un tè, lo sorseggio osservando distrattamente le foto di una bambina appese alla parete. Chris Martin continua a frignare quella sua lagna strusciata che sa di domenica piovosa. Mentre lei scivola dal sonno al dormiveglia senza neanche accorgersene, io sparisco dalla sua vita senza lasciare tracce. Non un biglietto, né un una scusa, nessun dolore, nemmeno un triste addio. Perfetto come in quei film che le piacciono tanto. Scordatelo dolcezza, il tuo bacino del buongiorno, con l’alito da prima guerra mondiale che ti ritrovi appena sveglia. Di giorno mi piace sentirmi un uomo normale, indistinto nella massa di automi che aspettano che l’omino verde si illumini per attraversare la strada. Non ho voglia per il momento di scovare la mia numero 44. A lavoro mi aspettano ormai da venti minuti ma io me ne infischio e mi fermo a comprare un paio di jeans nuovi in un negozio del centro. Il commesso mi guarda con sospetta insistenza, o forse tenta solo di rifilarmi dei pantaloni a 180 euro, il culo in fondo lo si vende anche per meno. Ma giuro che non ho niente contro i gay. Per convincermene meglio alla fine li compro, li metto su e mi precipito in ufficio esibendo con orgoglio la mia faccia stropicciata e il cuoio tirato a lucido del mio mocassino Tod’s che fa tanto direttore del personale. Il capo nemmeno si accorge del mio arrivo, mentre una schiera di colleghe in perenne conflitto con la bilancia avvampa all’unisono incrociando il mio sguardo e fantasticando vistosamente sul diametro del mio torace strizzato a fatica tra i bottoni in madreperla della monopetto blu. Mi chiedo spesso che male ho fatto per meritarmi una segretaria in menopausa con le gambe storte e pelose e un temperamento da re della foresta. Ma tutte le volte mi rispondo che è solo colpa mia: non ho lo stomaco di licenziarla se ripenso ai pochi piaceri della vita che la aspettano quando rincasa dopo una lunga giornata trascorsa dietro una scrivania a curare i miei affari e a risistemare torri di scartoffie. E poi sotto sotto ci godo a farmi maltrattare da una donna che potrebbe essere mia madre. Durante la pausa pranzo la invito a mangiare con me per farmi perdonare. Mentre lei è intenta ad affondare la dentiera nella sua pizza 4 stagioni, tra un boccone e l’altro mi avverte che in mattinata mi hanno chiamato dall&#8217;ospedale, per comunicarmi l&#8217;esito di certe analisi.  Mi sa proprio che dopo il lavoro andrò in centro a noleggiare il solito film horror del regista sconosciuto di turno, poi se mi va mi allungherò fino al ristorante più vicino e ordinerò cibo cinese in quelle squallide vaschette di alluminio.  Per concludere in bellezza passerò il resto della notte ad ubriacarmi da solo sul mio divano preferito. Questi almeno dovevano essere i miei piani. Ma più tardi al ristorante, mentre aspetto in fila davanti alla cassa per pagare dei fumanti spaghetti di soia, la mia attenzione viene rapita da una bellissima ragazza con gli occhi a mandorla e all’istante mando tutto all’aria. E’ lei, la riconosco, è la numero 44. Non parla l’italiano, è questo è di sicuro un altro punto a suo favore. Un ottimo attenuante per saltare la fase corteggiamento e andare dritto al sodo nel suo monolocale in affitto, senza dover passare per quei noiosi convenevoli che le frustrate chiamano preliminari. La tipa ci sta, prima del previsto. Quando finalmente si addormenta, fuggo via a gambe levate. Torno a casa ed è già l’alba di un soleggiato sabato mattina. Sono stanco morto e non ho voglia di vedere nessuno. Così approfitto del mio giorno di riposo da lavoro per restarmene a letto fino a tardi. Alle due meno un quarto del pomeriggio mi sveglia di colpo una telefonata. Chiamano dall&#8217;ospedale per comunicarmi che mi restano appena due mesi di vita . Che culo. Prima di esalare il mio ultimo respiro, avrò  ben quarantaquattro ragazze da ricontattare, quarantaquattro giorni d’inferno da trascorrere a bussare a quarantaquattro porte diverse sparse per il mondo, con in mano quarantaquattro mazzi di fiori per ottenere quarantaquattro volte perdono ed assicurarmi una vita eterna al fresco del paradiso, in mezzo ad angeli-donna che dopo aver fatto l’amore non ti chiedono di essere abbracciate.</p>
<br />Filed under: <a href='http://lanipotedelmarinaio.wordpress.com/category/sogni-in-affitto/'>Sogni in affitto</a>  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lanipotedelmarinaio.wordpress.com/44/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lanipotedelmarinaio.wordpress.com&amp;blog=10349842&amp;post=44&amp;subd=lanipotedelmarinaio&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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